Employee Spotlight: Sandy Drake

D: Cosa facevi prima di arrivare in Immucor?
R: Prima di iniziare il mio percorso in Immucor, ho lavorato in un laboratorio ospedaliero (25 posti letto) come tirocinante durante i miei studi. Mi sono laureata al University of Iowa’s Medical Technology e ho lavorato per due anni nel loro ospedale da 1200 posti letto fino a quando mi sono trasferita nella soleggiata Phoenix, in Arizona, negli Stati Uniti. A Phoenix, ho lavorato per un anno come generalista del turno di notte in un Trauma Center di livello 1 e poi a tempo pieno nella loro
banca del sangue per altri due anni.

D. Perché e quando sei arrivata in Immucor?
A: Facevo due lavori come tecnico medico, uno a tempo pieno e l’altro part-time. Anche se ho voluto accettato uno stipendio inferiore per entrare in Immucor, ero incuriosita dall’idea di far parte di una realtà aziendale. La maggior parte delle aziende allora assumeva venditori e li addestrava a familiarizzare con la tecnologia presente nelle banche del sangue. Immucor è stata una delle poche aziende che ha assunto tecnici medici e li ha formati per diventare venditori di successo. Immucor era una società “start-up” presente da sei anni nel mercato quando nel 1988 mi hanno assunta. A quel tempo, c’erano sei venditori affermati era Immucor era il “nuovo arrivato”. Quando ho iniziato, non avevamo computer o telefoni cellulari e, di conseguenza, passavamo ore al telefono pubblico supportati da taccuini che servivano a tenere aggiornati i nostri appuntamenti (ora suona così antiquato). In realtà non mi sono rivolta direttamente ad Immucor, ma piuttosto il mio manager della banca del sangue, presso cui lavoravo, mi ha raccomandato ad Immucor, pratica assai comune all’epoca. Sono stata invitata a partecipare a un’intervista telefonica e ho incontrato Ken Kelly più tardi quel giorno. Immucor era una piccola realtà, con un solo edificio dove ora abbiamo il nostro campus, e sono rimasta leggermente sorpresa da quanto fosse davvero modesta. Sembrava un’azienda a conduzione familiare poiché tutti “indossavano più cappelli”. C’erano circa nove rappresentanti e avevamo il compito di vendere reagenti/Capture®, installare
attrezzature, addestrare i tecnici e persino organizzare seminari didattici. Abbiamo celebrato con una grande festa quando le nostre vendite mensili hanno raggiunto la quota di $ 50.000 dollari (in genere si mantenevano mediamente sui $ 20-30K). Negli anni successivi, Immucor ha continuato ad evolversi fino a diventare leader nel settore. Abbiamo rivoluzionato le banche del sangue con il primo strumento automatizzato veramente walk-away, destinato ai servizi trasfusionali, grazie all’ABS2000 a partire dal 1998. Quando sono
entrata a far parte del team Immucor, l’automazione nelle banche del sangue era solo un sogno…

D: Quali sono le cose che preferisci del lavorare per Immucor?

A: Guardando al passato, vedere quanto siamo arrivati lontano negli ultimi tre decenni mi fornisce la giusta ispirazione ogni giorno. Nonostante la nostra enorme crescita, Immucor ha mantenuto fede alla nostra missione di dare priorità alla cura dei pazienti, e ai nostri dipendenti. Ciò è stato particolarmente dimostrato quest’anno durante la pandemia da COVID-19. Noi continuavamo
a lavorare in squadra; assicurandoci che i prodotti fossero disponibili e consegnati, prendendoci cura l’uno dell’altro mentre adempivamo alle esigenze dei nostri pazienti. Come azienda mondiale, abbiamo perseverato in questa pandemia come abbiamo fatto durante l’11 settembre e in altri periodi di tribolazione. La nostra determinazione e perseveranza ci hanno permesso di evolvere e continuare a guidare il nostro settore. Queste qualità, che ho visto incarnare in Immucor per decenni, sono ciò che mi rende orgogliosa di lavorare per Immucor. La nostra azienda è sempre stata un’azienda innovativa che si è concentrata sulla cura del paziente, sul benessere dei suoi dipendenti e sulla perseveranza nei momenti di avversità!

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